Gli Studi professionali dovrebbero essere attori protagonisti quando si tratta di accompagnare le aziende clienti verso l’innovazione. Eppure, molto spesso, gli stessi Studi finiscono per subirla, questa innovazione.

Non si può certo affermare che, negli ultimi anni, non ci sia stata una crescita degli strumenti digitali adottati dagli Studi. Si parla infatti di vere e proprie impennate per quanto riguarda i software di gestione documentale per professionisti abilitanti la firma elettronica, la fatturazione digitale, l’archiviazione digitale e via dicendo (mentre restano bassi, per esempio, i tassi di utilizzo di strumenti di Business e di Artificial Intelligence).

Però, come sottolinea il rapporto Professionisti, un futuro in costruzione! dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale del Politecnico di Milano, «gli investimenti in tecnologie mediamente prevedono il miglioramento dell’esistente, ma difficilmente incidono sul soddisfacimento di nuovi bisogni». E questo accade perché l’adozione delle tecnologie a maggior alto tasso di innovazione cresce più lentamente.

L’innovazione negli Studi: lo scenario attuale

Nello stesso report si sottolinea come gli Studi che hanno deciso di percorrere davvero e fino in fondo la strada dell’innovazione digitale guadagnino di più, grazie alla conquista di un nuovo posizionamento sul mercato del lavoro. I reali vantaggi competitivi, quindi, si concretizzano nel momento in cui il passaggio da Studio tradizionale a Studio digitale diventa concreto e chiaro.

Vediamo quali sono gli step fondamentali individuati dai ricercatori del Politecnico di Milano.

Il Maturity Model e gli step per la trasformazione digitale

L’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale ha elaborato il Maturity Model, uno schema che descrive gli step da affrontare per la trasformazione da Studio tradizionale a digitale e come approfittare dei vantaggi competitivi assicurati da questo passaggio.

I ricercatori hanno individuato 4 rami verticali – Gestione delle informazioni, Ambiente di lavoro, Servizi offerti, Gestione dei clienti – e uno trasversale: la Gestione dell’innovazione. Quest’ultimo rappresenta la strategia con cui lo Studio affronta il percorso verso l’innovazione.  Ciascun ramo è suddiviso, a sua volta, in 4 step successivi, che descrivono il graduale avanzamento verso l’obiettivo: lo studio digitale.

Le 4 tappe dell’Innovation Journey sono:

  1. Law Driven
  2. Efficienza
  3. Relazione/Collaborazione
  4. Market Oriented

Il 51% degli Studi presi in esame sono fermi al primo step, mentre complessivamente il 21% è alle prese con gli ultimi 2 passaggi.

Emerge come gli Studi professionali si fermino, in media, al secondo dei 4 livelli previsti per ogni tema, restando vicini alle forme più tradizionali. Questo significa che nella maggior parte dei casi si punta alla dematerializzazione dei singoli documenti, all’uso della mobilità seppur non in chiave collaborativa e alla gestione dei clienti in chiave ancora piuttosto tradizionale, legata all’uso diffuso di email e di documenti PDF.

Conclusioni

Lo scenario descritto è dominato da comportamenti tattici e reattivi, mentre sono in minoranza gli Studi che pianificano in modo regolare e continuo il cambiamento interno. Guardiamo, per esempio, ai dati relativi alla Gestione delle informazioni: se il 28% degli Studi è ancora fermo al primo step (Informazione Analogica), il 37% è invece approdato al secondo (Dematerializzazione) mentre il 26% sta affrontando il terzo (Digitalizzazione Processi); solamente un risicato 8% ha raggiunto l’ultimo passaggio (Data Driven).

In questa maratona, con il “gruppone” ancora alle prese con i primi chilometri, solo l’1% degli Studi – per quanto riguarda la Gestione delle informazioni – può dirsi effettivamente digitale.


 

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