Il 2026 porta con sé un’accelerazione nella digitalizzazione dei processi contabili, fiscali e finanziari. Per gli studi professionali e i commercialisti, non si tratta più di “provare” soluzioni digitali, ma di scegliere strumenti che offrono valore misurabile in termini di efficienza, qualità del servizio e competitività.
In questo articolo analizziamo i trend di mercato più importanti, i numeri chiave del settore e alcuni esempi reali di adozione tecnologica, per aiutarti a orientare le scelte per il tuo studio.
Quanto crescerà il mercato dei software gestionali e della contabilità nel 2026?
Il mercato mondiale del software per contabilità, con funzioni per gestione fiscale e finanziaria, è previsto in forte espansione: da circa 866 milioni nel 2025 a oltre 1 miliardo di dollari nel 2026. La crescita proiettata fino al 2035 è ancora più significativa, con un potenziale di oltre 3,6 miliardi di dollari entro il 2035 a un tasso annuo di crescita composto del +15,5% — un indicatore di forte digitalizzazione finanziaria nelle imprese e nei professionisti.
Il solo mercato dell’AI applicata alla contabilità è stimato oltre 10,8 miliardi di dollari nel 2026, e si prevede una crescita rapidissima, fino a oltre 68 miliardi di dollari entro il 2031 — una crescita vicino al 45% che riflette l’integrazione sempre più profonda di questi strumenti nei processi amministrativi.
I trend tecnologici 2026 per i commercialisti: i dati dell’Osservatorio Zucchetti
La ricerca dell’Osservatorio Professionisti Zucchetti 2025, che ha interessato un campione di oltre 1.000 studi professionali italiani, indica che il 60% dei commercialisti intervistati ritiene che l’AI avrà un impatto significativo sulla professione, e, fra questi, l’84% di essi ne sottolinea il valore positiva, soprattutto in termini di tempo risparmiato e nuovi spunti per il lavoro.
Secondo l’indagine “Organizzazione dello studio e impatto dell’intelligenza artificiale” condotta tra luglio e settembre 2025 dalla Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, l’Università Politecnica delle Marche e la Libera Università Mediterranea LUM “Giuseppe Degennaro”, oggi circa il 34% dei commercialisti usa già strumenti di IA, e questa quota potrebbe salire al 72% nei prossimi tre anni, con applicazioni che spaziano dalla gestione delle fatture elettroniche alla riconciliazione contabile automatizzata.
Perché la digitalizzazione fiscale è diventata un asset strategico per lo studio
La fiscalità e gli obblighi contabili sono in continua evoluzione e richiedono un costante aggiornamento. In questo contesto, l’adozione di strumenti digitali consente agli studi professionali di ottenere benefici immediati e concreti, tra cui:
- Snellimento del controllo della compliance, grazie alla riduzione della complessità delle verifiche e alla limitazione del rischio di errori o ritardi. Processi più agili permettono un monitoraggio continuo della conformità normativa, ottimizzando l’impiego delle risorse e migliorando la capacità di risposta dello studio.
- Aggiornamento automatico delle normative, che garantisce un allineamento costante con le disposizioni legislative e regolamentari in continua evoluzione. L’automazione elimina la necessità di interventi manuali, aumenta l’affidabilità delle informazioni e consente di operare sempre nel rispetto delle norme vigenti.
- Generazione di report accurati in tempo reale, offrendo una visione chiara e immediata dello stato della compliance. La disponibilità di dati aggiornati e facilmente consultabili supporta il processo decisionale e facilita la comunicazione con stakeholder interni ed esterni.
Queste funzioni non solo riducono gli errori e i rischi di sanzioni, ma diventano anche un elemento di servizio avanzato per il cliente.
Come l’automazione dei processi trasforma il ruolo del commercialista
In questo scenario di rapida evoluzione, molti si chiedono se l’intelligenza artificiale sostituirà i commercialisti. In realtà, quest’ultima libera risorse da compiti ripetitivi, permettendo allo studio di evolvere e dedicarsi ad attività a più alto valore aggiunto, come la consulenza strategica.
Riducendo il tempo impiegato in operazioni ripetitive, diventa possibile concentrarsi maggiormente sull’analisi dei dati, sulla definizione di strategie personalizzate e sul supporto alle decisioni, offrendo un contributo più qualificato e mirato.
In questo modo, si amplia la possibilità di fornire servizi di advisory e di analisi predittiva, basati su informazioni affidabili e costantemente aggiornate. L’elaborazione avanzata dei dati permette di anticipare tendenze, individuare potenziali rischi e opportunità e proporre soluzioni proattive, rafforzando il ruolo consulenziale e il valore complessivo dei servizi offerti.
Infine, la rapidità di accesso alle informazioni e la disponibilità di dati sempre aggiornati consentono di migliorare la qualità del servizio e dell’interazione con i clienti, garantendo risposte tempestive, precise e coerenti con le loro esigenze. Questo approccio favorisce relazioni più solide e trasparenti, aumentando il livello di soddisfazione e fiducia nel tempo.
Quali sono i prossimi passi per digitalizzare il tuo studio contabile?
Se vuoi preparare il tuo studio alla crescita e alla digitalizzazione del mercato, alcune leve chiave sono:
– automatizzare le attività ripetitive
– adottare sistemi basati su cloud per accesso e collaborazione in tempo reale
– integrare strumenti di AI per analisi, previsioni e controllo qualità
– utilizzare dati per offrire consulenze di valore aggiunto ai clienti
– formare il team alle tecnologie emergenti
Queste strategie consentono non solo di migliorare efficienza interna, ma di differenziare i servizi offerti in un mercato sempre più competitivo.
I numeri di mercato e i trend 2026 indicano con chiarezza che la digitalizzazione di contabilità e fisco non è un optional, ma un fattore strategico per tutti gli studi professionali. Soluzioni digitali avanzate permettono di:
L’adozione di processi più efficienti e di strumenti tecnologici avanzati consente di aumentare in modo significativo la produttività, ottimizzando l’organizzazione del lavoro e riducendo il tempo dedicato ad attività ripetitive o a basso valore aggiunto. In questo modo, le risorse possono essere impiegate in maniera più efficace, migliorando le prestazioni complessive e la capacità di gestire volumi di lavoro crescenti.
Allo stesso tempo, una gestione più strutturata e automatizzata dei processi contribuisce a ridurre i rischi operativi e la probabilità di errori, garantendo maggiore precisione e affidabilità nelle attività quotidiane. Il controllo costante dei dati e delle procedure consente di individuare tempestivamente eventuali criticità, rafforzando la sicurezza e la qualità dei risultati.
Questi elementi permettono di offrire servizi consulenziali di maggiore valore, basati su analisi più approfondite, dati accurati e una comprensione più completa dei contesti di riferimento. Il ruolo del consulente si evolve, passando da un approccio prevalentemente operativo a uno più strategico, in grado di supportare decisioni complesse e di proporre soluzioni personalizzate.
Infine, la combinazione di maggiore efficienza, riduzione dei rischi e valore consulenziale rafforzato consente alle organizzazioni di restare competitive anche in mercati complessi e in continua evoluzione. La capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti, di gestire la complessità e di offrire servizi di qualità rappresenta un fattore determinante per mantenere una posizione solida e sostenibile nel tempo.
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