Il luogo di lavoro è l’ambiente elettivo per promuovere il benessere psichico, fisico e sociale dei lavoratori attraverso politiche interne di change of habit, indirizzate alla riduzione dei fattori di rischio per la salute del dipendente.

Il 2021 e il 2020 sono stati anni difficili per le aziende italiane, investite da una crisi senza

precedenti. La reazione alla pandemia ha impresso un salto di qualità al welfare

aziendale ampliando il numero delle imprese attive, arricchendo il range delle iniziative

adottate e, soprattutto, generando una nuova consapevolezza del ruolo sociale delle

imprese:

  • Il 43,8% delle aziende hanno offerto presìdi di prevenzione e servizi diagnostici, tra i quali tamponi e test sierologici;
  • Molte hanno ampliato i servizi sanitari già disponibili o ne hanno creati di nuovi: 
    • 25,7% hanno esteso le coperture assicurative;
    • 21,3% hanno offerto prestazioni sanitarie a distanza, come servizi di consulto medico o psicologico (Welfare Index PMI 2021)

Ora che il Paese, con il PNRR, sta avviando uno sforzo senza precedenti per rigenerare e innovare i sistemi di welfare sviluppando nuovi servizi di prossimità, diventa fondamentale valorizzare il contributo che può essere dato dal welfare aziendale a questo grande progetto comune, grazie alla capacità delle imprese di raggiungere le famiglie, aggregare la domanda e sostenere le comunità.

Quale ruolo per il welfare aziendale nei prossimi anni?

Il welfare aziendale continuerà ad avere un ruolo prioritario nella riduzione della pressione fiscale e contributiva e al tempo stesso sarà una forte leva nella retention dei lavoratori soggetti oggi al fenomeno delle “grandi dimissioni”.

Certamente le aziende dovranno:

  • Introdurre attività di prevenzione e gestione della sicurezza organizzativa, includendo nel set di rischi anche quello pandemico;
  • Coordinarsi con il SSN per un corretto e utile scambio di informazioni, per aggregare i dati e aumentare il monitoraggio;
  • Ridefinire il concetto di sicurezza sul lavoro (ampliando le funzioni del RSPP e del RLS) sviluppando l’assistenza sanitaria integrativa e investendo in polizze collettive ad hoc, nelle coperture LTC e “Dread Disease”, ovvero per le polizze volte ad assicurare le terapie di lungo corso e le malattie gravi;
  • Rafforzare la conciliazione vita-lavoro, potenziando i benefit di sostegno al reddito, ripensando le policy di ageing aziendale;
  • Introdurre il benessere digitale: non solo dotazione di strumenti tecnologici, veloci e di qualità per lavorare in remoto, ma anche ricerca e rispetto di un maggiore equilibrio tra la propria dimensione personale e quella lavorativa con attenzione al diritto di disconnessione.

In sostanza, i piani welfare saranno sempre più finalizzati a garantire servizi integrativi/sostitutivi di quanto già coperto/scoperto dal SSN e dalle casse sanitarie contrattuali e a introdurre servizi evoluti come il teleconsulto, servizi sanitari da remoto, l’accesso al circuito sanitario convenzionato con tariffe agevolate per le prestazioni in libera professione, ecc.

L’utilizzo del welfare con dette finalità, i cui strumenti, seppur non sempre agevolati sotto l’aspetto fiscale e contributivo, si rendono sempre più indispensabili per le aziende al fine di generare, per i propri dipendenti quel benessere aggiuntivo che porta altresì ad accrescere anche il concetto di appartenenza aziendale che, normalmente, genera aumento di produttività.

Il Welfare aziendale post pandemico andrà, quindi, nella direzione del people care: salute, reddito e pensioni (ovviamente senza perdere di vista anche le altre finalità quali: il sostegno all’istruzione e alle attività ludiche).

Gli attori coinvolti

Le aziende di tutte le dimensioni, dalle micro alle grandi aziende, dovranno affrontare la tematica legata al welfare aziendale nell’accezione del people care.

Sempre più dipendenti chiederanno alle aziende strumenti di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, polizze sanitarie, attività di prevenzione e gestione della sicurezza organizzativa indipendentemente dalla dimensione aziendale di appartenenza.

Benefit vs premio in busta paga

Uno dei vantaggi immediati dell’introduzione di una politica di welfare aziendale per il lavoratore è il maggior potere di acquisto in busta paga.

Si può ottenere un servizio/prestazione per il suo valore reale, senza che lo stesso venga decurtato dalle ritenute fiscali (come nel caso di premio in denaro).

Il programma di welfare aziendale si inserisce a pieno titolo nella politica retributiva aziendale (oltre, naturalmente, alla politica legata all’immagine aziendale) finalizzata a dare:

  • una maggior soddisfazione ai lavoratori, sia in termini di gestione del rapporto (flessibilità) sia in termini prettamente economici (attraverso un maggior potere di acquisto del “netto a pagare” in busta paga);
  • nella finalità di ottimizzare i costi aziendali (applicando in modo attento le agevolazioni/flessibilità offerte dalla vigente normativa);
  • nel premiare, collettivamente (applicando le relative agevolazioni) o individualmente, la produttività.

Come si attiva un piano di welfare aziendale?

Il piano di welfare si può attivare attraverso regolamento aziendale vincolante ai fini della deducibilità dal reddito d’impresa o attraverso accordo sindacale, quest’ultimo più tutelante in quanto condiviso.

La gestione del Welfare Aziendale

Il segreto è costruire un corretto piano di welfare aziendale che risponda alle esigenze reali dei dipendenti, analizzando nel dettaglio i loro bisogni.

Dopo aver censito le richieste dei dipendenti occorre predisporre una adeguata gestione delle convenzioni aziendali, dei conti welfare di ciascun dipendente, la rendicontazione amministrativa e gli eventuali effetti sulla busta paga.

L’utilizzo di piattaforme per la gestione del welfare aziendale semplifica e agevola l’attività del welfare manager o delle figure amministrative che dovranno occuparsi della gestione dei piani di welfare aziendale.

In particolare, le piattaforme di welfare consentono di:

  • monitorare gli importi spesi, residui e caricati;
  • monitorare il numero di lavoratori iscritti;
  • verificare il numero di lavoratori che non hanno speso il piano, per eventuali azioni di comunicazione mirata;
  • visualizzare statistiche sui benefit maggiormente apprezzati e ordinati;
  • scaricare riepiloghi mensili di rendicontazione;
  • accedere all’area documentale per scambio di informazioni;
  • gestire autonomamente le anagrafiche dei lavoratori;
  • gestire la copertura finanziaria del piano;
  • creare altri profili di accesso agli strumenti per le diverse funzioni coinvolte nella gestione del progetto.

Il welfare aziendale è una grande opportunità per aziende e dipendenti, se pensato come progetto strategico a lungo termine.

Un welfare aziendale costruito ascoltando le esigenze di tutti gli attori interessati migliora l’ambiente di lavoro, accresce il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie e genera, per l’azienda, un incremento della produttività, nonché attrattiva per future nuove assunzioni.


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